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LE NOSTRE ORIGINI
Tutto nacque dalla mente fervida di un parroco, sempre pronto a stupire tutti, e dall'entusiasmo di un gruppo di giovani parrocchiani, appassionati di sport, nel significato più aulico del termine. Si era nel 1970 e quel parroco, il dinamico don Vito Suglia, che 14 anni prima aveva promosso in Rutigliano una iniziativa per quei tempi quasi rivoluzionaria, il movimento scoutistico, che oggi costituisce uno degli aspetti più importanti della vita sociale rutiglianese, ebbe una nuova illuminante idea destinata nel tempo ad avere un futuro radioso: costituire una associazione sportiva con l’obiettivo di allontanare dalla strada quanti più giovani possibile, avvicinandoli alla pratica di alcuni sports, quasi sconosciuti all'epoca dalle nostre parti, come la pallavolo, la pallacanestro, l’atletica leggera, il tennis, il ping-gong (l’attuale tennistavolo), ecc. L'idea venne immediatamente condivisa e fatta propria da un gruppo dl ragazzi, alcuni dei quali negli anni a venire rivestiranno anche ruoli e cariche rilevanti nella vita sociale e politico-amministrativa della città: Vito Pesce, Oronzo Valenzano, i fratelli Suglia, Vito Santamaria, Vito Stefano Simone, Mimmo Gialò, Vito Didonna, Antonio Lozupone e Michele Masotti.
L'entusiasmo di quei "pioneri" venne presto messo a dura prova dalla realtà. Rutigliano non aveva alcuna struttura (nonostante dal dopoguerra tutte le amministrazioni succedutesi avevano assunto l’impegno di realizzare una palestra coperta polivalente) per la pratica di attività sportive, per cosi dire "alternative" (al calcio). C'era solo un vecchio, malandato e polveroso campo (dove oggi c'e il Palazzo Municipale) utilizzato dalla locale squadra di calcio militante in campionati minori. Esisteva poi una fatiscente palestra coperta (non regolamentare) nell'edificio scolastico "Settanni", (ancora oggi a disposizione di alcune società Sportive, tra cui la stessa Olympia), per giunta in quegli anni in ristrutturazione, e comunque usata come deposito comunale (vi giacevano le cabine elettorali). L'avventura dell'Olympia cominciava cosi all'insegna del "arrangiamoci".
I PRIMI CAMPIONATI
Il primo campionato agonistico a cui prese parte una squadra dell’Olympia fu quello Allievi di pallavolo nella stagione 1970/1971. Il girone comprendeva anche formazioni di Castellana, Putignano e due di Conversano. I primi atleti ufficiali dell'Olympia rispondevano al nome di Giuseppe Altieri (U'Pinguein), Giuseppe Gialò, Franco Antonicelli (U'Biond), Nicola Berardi, Leonardo Ruospo (Spicein), Franco Ruggieri, Franco Avella, Liborio e Giovanni Meliota e Francesco Dell'Edera. I piu grandi parteciparono invece al campionato Juniores di pallacanestro: Nicola Suglia, Oronzo Valenzano, Giuseppe Carbonara,Mimmo Gialò, Francesco Dell'Edera, Domenico Altieri,Vito Santamaria (U'Prfssour), Giuseppe Altieri, Michele Masotti e Vito Pesce (U'Scrumm). L'Olympia partecipò anche ad alcune prove di atletica leggera, con Giuseppe Carbonara protagonista in alcune gare provinciali di corsa campestre.
Nell'estate del 1971 L'Olympia organizzò a Rutigliano, nel campetto parrocchiale, il primo torneo di pallavolo, ospitando la Fides Triggiano, una delle più forti squadre di volley della regione in quel periodo (serie B). In finale giunsero proprio l’Olympia ed il Triggiano e con grande sorpresa l’acceso derby fu vinto per 3 set ad 1 dalla giovane e spavalda formazione rutiglianese che si aggiudicò cosi il primo trofeo della sua storia. "I più dotati atleti del Triggiano", ricorda Pesce, "furono messi in serie difficoltà dalle 'coreane' di Carbonara (U'Russ), dai muri insuperabili di Suglia (Missie Opal) e, scusate l’immodestia, dalle mie imprendibili schiacciate".
Altro torneo estivo fu il tradizionale "Trofeo San Rocco" di Locorotondo, con due formazioni di serie D, Taranto e Castellana, Locorotondo e l’Olympia, considerata da tutti la squadra "cuscinetto". E invece, sovvertendo tutti i pronostici, i grifoni rutiglianesi vinsero 3-0 con la squadra locale e nella finale in notturna sconfissero il Castellana per 3-1, conquistando il Trofeo e la coppa di miglior giocatore del Torneo fu assegnata a Vito Pesce.
Stessa fortuna non ebbe la squadra di pallacanestro, giunta seconda al Torneo di Mola di Bari, alle spalle dei padroni di casa.
1° DICEMBRE 1970 NASCE LA POLISPORTIVA OLYMPIA CLUB RUTIGLIANO
Perchè il nome "Olympia"? Furono impiegati alcuni giorni per decidere come chiamare la nuova associazione, finchè una sera, durante una riunione di programmazione, a Vito Pesce venne in mente il nome di POLISPORTIVA OLYMPIA CLUB RUTIGLIANO, in onore di Olympia, il famoso centro religioso dell’antica Grecia, dove nel 776 a.C. si svolsero le prime Olimpiadi della storia. Un nome che era tutto un programma considerando la vocazione del nuovo sodalizio di interessarsi di sport a 360 gradi. Anche il simbolo prescelto (a distanza di trentuno anni ancora in vigore) rispondeva a questi requisiti, con i due grifoni mutuati dallo stemma ufficiale della città che reggono i cinque cerchi olimpici, con inscritta la sigla POC (Polisportiva Olympia Club).
Risolta la pratica "battesimale", rimanevano sul tappeto le difficoltà logistiche (problema che accompagnerà sempre il cammino dell'Olympia). Don Vito (ancora lui) riuscì ad allestire in pochi giorni un campetto in terra battuta nelle vicinanze della chiesa dell'Addolorata, lo attrezzò con canestri e rete di pallavolo, fornendo di palloni, canottiere e persino scarpe ginniche gli intrepidi ragazzi che al calcio preferivano altre discipline sportive. "Ancora oggi ricordo l'inaugurazione del campo", ci racconta non senza una velata commozione, Vito Pesce, autentica memoria storica dell'Olympia, di cui oggi è dirigente del settore pallavolo. "Fu di domenica, dopo la messa delle 9,30; il campo era addobbato con bandierine e striscioni. Dopo la benedizione, don Vito diede il fischio d'inizio di una combattuta partita di pallacanestro e subito dopo ci cimentammo anche a pallavolo, alla presenza di un folto numero di parrocchiani. L'ardore agonistico era elevatissimo, ma soprattutto eravamo felici di ciò che avevamo realizzato con la semplice forza della nostra volontà.
Qualche giorno dopo, in pieno autunno del '70, sempre l'inesauribile don Vito mise a disposizione dei ragazzi un locale della parrocchia attrezzato con un tavolo da ping-gong, sedie, armadietti e tavolini: era la prima sede dell'Olympia.
Dopo un breve periodo di "tirocinio", si decise di fare sul serio: iscrizione al C.S.I. (il Centro Sportivo Italiano, l'organizzazione sportiva nazionale di ispirazione cattolica, riconosciuta dal CONI), nomina del primo presidente, Vito Didonna, costituzione legale dell'associazione con tanto di statuto.
Il 1° dicembre 1970 nasceva ufficialmente la
POLISPORTIVA OLYMPIA CLUB RUTIGLIANO
LO SPORT E’ ANCHE DONNA A RUTIGLIANO
Dopo i successi conseguiti nei tornei estivi, i ragazzi dell'Olympia decisero di disputare il primo campionato federale, la Terza divisione di pallavolo.
C'era pero da superare lo scoglio del campo. L'unico spazio che Rutigliano poteva offrire per la pratica agonistica ufficiale era il cortile interno della "Settanni". Furono presi contatti con il sindaco Moccia per l'utilizzo di tale spazio; fondamentale fu l'apporto di Tonino D'Alba, giornalista e segretario particolare del primo cittadino. Fu anche grazie a lui se la struttura fu concessa all'Olympia; sempre grazie al suo interessamento, inoltre, in pochissimo tempo fu ripulito il cortile e vennero installati due fari (ancora oggi esistenti) per gli allenamenti serali (anche con il freddo e sotto la pioggia).
Preso possesso del cortile, l'Olympia lo attrezzò subito con rete e canestri, avendo cosi a disposizione due campi da gioco (seppur al limite della regolarità) per il basket e il volley. "La nostra riconoscenza per Tonino fu cosi grande che durante un'assemblea dei soci lo eleggemmo all'unanimità presidente dell’ associazione. Con la sua guida riuscimmo a superare le prime difficoltà burocratiche e ad ottenere i primi successi sportivi". Infatti, sotto l'egida del CSI, l'Olympia ottenne due primi posti nella fase provinciale con gli Allievi a gli Juniores di pallavolo, mentre a livello regionale le stesse formazioni si classificarono rispettivamente al terzo e al secondo posto. Queste le rose delle due squadre, entrambe allenate da Vito Pesce:
Allievi: Cardascia, A. a F. Porcelli, Troiani, Dell'Edera, Valentini, Galluzzi a Sorino;
Juniores: Di Gioia, Dell'Edera, Antonicelli, Meliota, Gialò, Larizza, Schiraldi, Ruggieri e Altieri.
Ormai le attività dell'Olympia catalizzavano le attenzioni della realtà giovanile di Rutigliano che riscopriva finalmente la voglia di fare sport. Un desiderio che coinvolse presto anche l'altra metà del cielo. Ancora una volta fu don Vito a metterci lo zampino, quando un bel giorno piombò nel campetto parrocchiale, nel bel mezzo di un allenamento, con due intraprendenti ragazze, Pasquina Altieri e Marisa Giardinelli. L'idea che proposero era di formare una squadra femminile di pallavolo. E cosi a Rutigliano, dopo il monopolio del calcio, cadeva un altro tabù: per la prima volta nella storia della città lo sport era anche donna. Le "rivoluzionarie" erano, oltre alle già citate Pasquina a Marisa, Angela Milazzo, Etta D'Alba, Anna Enriquez, Celestina Valenzano, Mariella Lasorsa a Carmela Pepe. Ad allenarle fu designato Oronzo Valenzano, direttore sportivo dell'associazione dopo aver lasciato la presidenza a Tonino D'Alba.
Intanto una stagione di importanti successi sportivi era alle porte.
IN PRIMA LINEA SU PIU’ FRONTI
Nell'anno sportivo 1971/72 si intensificarono gli impegni con la partecipazione non solo ai campionati di pallavolo e pallacanestro, ma anche ai meetings e ai tornei di due nuove discipline sportive entrate in casa Olympia, l'atletica leggera e il tennis. Al termine di quella stagione, l'Olympia risultò vincitrice del "Trofeo Zonale C.S.I. 1971-72", risultando prima con largo margine nella speciale classifica che teneva conto di tutti i risultati conseguiti nei vari sport. E' da notare che fra le 22 società del sud-est barese, giunte alle spalle dei grifoni, vi sono nomi di club importanti, oggi militanti in campionati nazionali di calcio (Virtus Locorotondo), pallavolo (Materdomini Castellana a Atletico Noicattaro) e calcio a 5 (Real Putignano). Queste le prime 10 posizioni, tratte dall'inserto speciale de "La Voce del Mezzogiorno":
POL. OLYMPIA CLUB
LIBERTAS CONVERSANO
MILAN CLUB CONVERSANO
REAL PUTIGNANO
MATERDOMINI CASTELLANA
ATLETICO NOICATTARO
POL. ALBEROBELLO
DEVIL PUTIGNANO
VIRTUS LOCOROTONDO
FARI NOCI
La prima posizione fu conseguita grazie ad importanti risultati:
Nella pallavolo, primo posto per gli Allievi e gli Juniores maschili e quarto posto fra le Juniores femminili; nel basket, secondo posto nel campionato zonale; nel tennis, doppietta di Leonardo Palumbo a Pietro Valenzano, rispettivamente primo e secondo nella categoria Juniores, nella stessa categoria primo posto anche nel doppio sempre con la coppia Palumbo-Valenzano, mentre tra i Seniores si registrarono altre due splendide doppiette, nel singolo con Giuseppe Carbonara (primo) e Vitangelo Radogna (secondo posto per l'attuale assessore provinciale) e nel doppio con le coppie Avella-Settanni (primi) e Carbonara-Radogna (secondi). Ma dove L'Olympia fece incetta di risultati fu nella disciplina regina degli sport, l'atletica leggera, dove i grifoni si dimostrarono veri campioni. Angelo Castiglione fu il dominatore di corsa campestre, specialità n cui nella categoria Juniores femminile Marisa Giardinelli e Pasquina Altieri sbaragliarono il lotto delle concorrenti: "sul filo del traguardo giunsero fianco a fianco, anzi, "petto a petto". Il giudice di gara assegnò il primo posto a Marisa; una vittoria cosiddetta "di misura", dovuta cioè ad una misura in più...", ricorda maliziosamente Pesce. Sempre nella corsa campestre da segnalare il secondo posto di Angela Milazzo fra le Allieve. Angelo Castiglione ottenne anche un secondo posto negli 80 mt. Allievi, mentre Pinuccio Altieri giunse terzo nei 100 mt. Juniores. Terzo posto nei 400 mt. per Franco Poli e seconda piazza nei 3000 mt. con Colucci. Brillante vittoria nella staffetta veloce 4x100 mt. con Altieri, Gialò, Berardi e Dell'Edera, capaci di battere in finale i fortissimi atleti del Putignano, già campioni regionali. Sul podio salirono anche Nicola Suglia (secondo) e Tonino Lozupone (terzo) nei 100 mt. Juniores. Affermazioni di Nicola Tomasicchio nei 5000 mt. e di Domenico Caputo nel lancio del peso. Terzo posto infine per Oronzo Valenzano nel salto in lungo. Come è facile notare, i grifoni dell'Olympia si dimostrarono veri atleti poliedrici, emergendo in diverse discipline sportive, davvero degni di appartenere ad una Polisportiva.
Nel torneo di pallavolo Juniores maschile avvenne un curioso episodio. "Eravamo in testa alla classifica", ricorda Pesce, "seguiti a ruota dal Locorotondo. Era la penultima giornata di ritorno e giocavamo proprio a Locorotondo. La nostra squadra aveva molte assenze di rilievo; perdevamo 2-0 e solo un miracolo poteva salvarci da una tremenda sconfitta e dal sorpasso in classifica dei nostri avversari diretti. La situazione era disperata ed il miracolo avvenne. Si giocava all'aperto in una splendida giornata di sole; durante un time-out cominciammo ad augurarci tra noi che succedesse qualcosa per interrompere la partita. All'improvviso Nicola Suglia cominciò a muoversi ritmicamente in una strana danza propiziatoria. Appena riprendemmo la gara, il cielo si annuvolò improvvisamente e si scatenò un violento acquazzone che costrinse l'arbitro ad interrompere la partita. Nel recupero, la nostra squadra, al gran completo, vinse terminando cosi il campionato in testa alla classifica. Da quel giorno Nicola divenne il nostro portafortuna ufficiale a come tale 'toccato' e venerato da tutti noi."
SI COMINCIA LA SECONDA DIVISIONE
Dopo le importanti affermazioni della precedente stagione, finalmente nell'anno sportivo 1972/73, risolti i problemi di adeguamento del cortile della "Settanni", l'Olympia si iscrisse per la prima volta ad un campionato federale, la Seconda Divisione maschile di pallavolo, dove non vi erano limiti d'età. Occorrevano però rinforzi sia tecnici che economici. Arrivò cosi da Triggiano (allora grosso polo della pallavolo pugliese con la gloriosa Fides militante in serie B) l'allenatore-giocatore Michele Latorre, ventiduenne (oggi emigrato in Venezuela), con molta esperienza avendo fatto tutta la trafila nelle giovanili della Fides fino alla serie B. E arrivò anche la prima sponsorizzazione, grazie al sig. Vito Grazio Meliota (oggi come allora commerciante di prodotti per l'agricoltura) che regalò magliette e tute con il marchio "Casa Agricola Meliota", procurando un sollievo finanziario non indifferente alle casse della Società sportiva. La squadra (composta da Vito Pesce, Pinuccio Gialò, Oronzo Valenzano I° e II°, Adolfo Schiraldi, Liborio Meliota, Nicola Suglia, Franco Antonicelli e Pinuccio Altieri, oltre a Latorre), giunse ad un più che dignitoso terzo posto. Contemporaneamente l'Olympia partecipò anche a due campionati giovanili di pallavolo maschile, Allievi e Juniores, ed al primo campionato federale femminile, sempre di pallavolo, con le atlete: Marisa Giardinelli, Pasquina Altieri, Nietta Ruggieri, Etta D'Alba, Teresa Milillo ed Angela Milazzo, allenatore Oronzo Valenzano.
L'anno successivo, stagione 1973-74, altra tappa fondamentale della lunga storia dell'Olympia, per la prima volta protagonista nel campionato federale di Prima Divisione di pallacanestro. Il Consiglio d'Amministrazione della Società fu costretto a fare delle scelte dolorose, rinunciando all'iscrizione al campionato di Seconda Divisione di pallavolo, ma era tanta la voglia di cimentarsi anche nel basket. La formazione cestistica dell'Olympia era composta da Franco Dell'Edera, Pietro Valenzano, Michele Masotti, Vito Simone, Pinuccio Tagarelli, Tonino Romagno, Franco Poli, Vito Pesce e da un giovanissimo (sedicenne) Marco Dell'Edera. Con loro c'era anche Enzo Marotti, autentico uomo-squadra, allenatore e giocatore, impiegato in una Banca a Rutigliano, con grandi trascorsi, avendo militato in serie B con il CUS Bari. Fu lui che insegnò ai volenterosi ragazzi i primi rudimenti della pallacanestro. Dopo estenuanti allenamenti, arrivò la prima di campionato. Era la prima domenica di maggio a si giocava a Monopoli: "Per noi era la prima volta in un Palazzetto dello Sport. Che strane sensazioni palleggiare sul parquet e non sul cemento, giocare davanti ad un pubblico numeroso con un tabellone luminoso e vedere i trenta secondi scorrere lentamente. Il risultato fu un disastro, i monopolitani ci diedero un distacco di quasi 100 punti. Uscimmo sconfitti ma non umiliati, visto che per noi era la prima volta e per giunta contro una formazione appartenente ad una delle scuole più importanti del basket in Puglia. Credo che quel giorno sia rimasto nella memoria dei protagonisti di allora e soprattutto nel cuore della nostra mascotte, Marco Dell'Edera, che esulta sempre in maniera particolare quando l'Olympia dei nostri giorni batte il Monopoli, sia a livello giovanile che di prima squadra, come spesso ormai accade da tempo".
LA GRANDE AVVENTURA DELLA PALLAVOLO
Il campionato di basket, a causa dell' inesperienza, non produsse i risultati positivi sperati. Così l'anno successivo si abbandonò l'attività cestistica per proseguire con la pallavolo. Dopo alcuni anni giocati a buon livello, nel 1977 l'Olympia vinse il campionato di Prima Divisione. Per l'ammissione alla fase regionale, decisiva fu la partita giocata a vinta a Casamassima, con una larga rappresentanza di tifosi. Era la prima volta che una squadra rutiglianese non di calcio giocava in trasferta con numerosissimi sostenitori al seguito. Dopo la vittoria del girone barese, a Manfredonia si disputò la fase regionale: su cinque squadre ammesse, solo una sarebbe stata promossa in serie D. "In quella occasione", ricorda ancora Vito Pesce, "si organizzò una vera e propria carovana d'auto. Era piena estate. Avevamo una bella squadra composta da atleti esperti e da giovani promesse, tutti rutiglianesi "doc": Linsalata, Dell'Edera, Palumbo, Lamparelli, Di Gioia, Romagno, Larizza, Gagliardi, Porcelli, Antonicelli, Cardascia e naturalmente Vito Pesce in veste anche di allenatore. Fu una passeggiata. Vincemmo agevolmente tutte le partite, guadagnando la promozione con una gara d'anticipo. Festeggiammo l'approdo in serie D con una nuotata collettiva nello splendido mare di Manfredonia. Grandi feste al ritorno a Rutigliano; un lungo corteo di macchine imbandierate sfilò per le strade del paese annunciando a tutti il nostro trionfo e la storica promozione in serie D".
Terminati i festeggiamenti, si ripropose il solito problema: dove giocare? Per la serie D il cortile della "Settanni" era certamente inadeguato. Ancora una volta fu il nostro presidente Tonino D'Alba a trovare la soluzione. Presso la scuola media "Manzoni" c'era da tempo un rustico di palestra coperta, per il cui completamento si prevedevano tempi lunghi. Il presidente riuscì a smuovere l'Amministrazione comunale e in soli 30 giorni l'opera era completa: nel dicembre 1977 la palestra era pronta per l'inizio del campionato. L'Olympia prese possesso della struttura appena tre giorni prima dell'inizio del torneo ( era il 4 gennaio del 1978 ). Nella prima giornata ( 6 gennaio del 1978 ) era in programma il derby con l'Atletico Noicattaro: "Che partita e che pubblico", rammenta Pesce, "Vincemmo 3-0. Quel giorno avremmo battuto chiunque: saltavamo come grilli, recuperavamo palloni imprendibili, facevamo delle cose incredibili. Ve lo giuro, non era merito mio che allenavo quei ragazzi, la forza nasceva dalla nostra passione e dal calore dei nostri tifosi". Il proseguo del campionato fu altalenante, a causa soprattutto di alcune lacune tecniche. Alla fine, comunque, si evitò la retrocessione.
Intanto nel settore giovanile cominciavano a venire alla ribalta alcuni atleti interessanti, come Giuseppe Calisi, autentico talento, che in futuro sarà protagonista persino in serie A2 con il Castellana.
Tra il 1982 a il 1983 l'Olympia visse il suo maggiore splendore nel volley. Dopo alcuni campionati di media classifica, si decise di tentare il gran salto in serie C2, anche se c'erano da risolvere alcuni problemi. Intanto la palestra dove si giocava, a pochi anni dalla consegna cominciava a mostrare segni di deterioramento; i mezzi finanziari erano pochi; la squadra, infine, aveva bisogno di un pizzico di esperienza in più. In soccorso, grazie all'aiuto del giocatore-segretario Nicola Galluzzi, arrivò il signor Nicola Leone, titolare dell'industria cartotecnica "Carton Pack" che divenne lo sponsor ufficiale della squadra; tra l'altro nell'Olympia giocavano anche i figli di Leone, Giuseppe in serie D e Gianni nel settore giovanile. Leone divenne subito presidente del sodalizio, sostituendo Tonino D'Alba, oltre ad esserne il primo sostenitore. Vito Pesce divenne Direttore sportivo, mentre in qualità di allenatore-giocatore fu preso dalla Fides Triggiano Vito Dituri, trentenne, con un passato ricco di successi. Con questi presupposti la squadra si preparò al campionato di serie D 1982-83 con concrete possibilità di poter centrare la promozione in serie C2. La rosa era composta da Donato Pasqualicchio, Vito Cardascia, Ennio Di Gioia, Filippo Palumbo, Giuseppe Leone, Giuseppe Calisi, Angelo Porcelli, Giuseppe Addante, Tommaso Palumbo, Modesto Redavid, Nicola Mastrocristino, Pino Giardinelli, Franco Lamparelli, Vito Dituri (allenatore-giocatore), Vito Pesce (direttore sportivo), Nicola Leone (presidente).
Nei tornei pre-campionato, l'Olympia Carton Pack Rutigliano vinse due tornei a Turi e a Sammichele. Poi, il 22 e il 23 dicembre fu organizzato anche a Rutigliano un quadrangolare di grande livello: con l'Olympia vi parteciparono l'U.S. Modugno (serie C), la Fides Triggiano (serie B) e il Volley Gioia (serie C), la stessa squadra che dopo alcuni anni sarebbe arrivata in serie A. L'affluenza di pubblico fu eccezionale, lo spettacolo altrettanto. L'Olympia vinse la sua gara d'esordio con il forte Modugno per 3-1, guadagnando la finale contro il temibile Gioia. Per quella gara, la palestra fu presa d'assalto da un pubblico numerosissimo. Il Gioia riuscì a vincere solo al quinto set (3-2), ma l'Olympia uscì tra i convinti applausi dei tifosi e gli elogi degli addetti ai lavori. Nell'articolo di resoconto del torneo, pubblicato su "La Gazzetta del Mezzogiorno" del 28/12/82, il giornalista sportivo esperto della pallavolo, Luigi Mongelli, scrisse: "L'Olympia Rutigliano, allenata dal validissimo giocatore-allenatore Dituri, si presta a disputare il prossimo campionato di serie D e in questo torneo ha realizzato un prestigioso secondo posto, dimostrando di essere già una grande realtà. Non è utopia affermare che, nel prossimo campionato, possa recitare un ruolo di primissimo piano. Dituri ha già fatto un grosso lavoro di base ed è evidente che la squadra è giunta ad ottimi livelli; va, tra l'altro, ricordato che l'Olympia nel pre-campionato, ha totalizzato ben undici vittorie su dodici incontri e presenta dunque un biglietto da visita piu che buono."
Tra i favoriti alla promozione in serie C2, quindi c'era anche l'Olympia, insieme al Bitonto, Barletta, Casamassima e Noicattaro. Il campionato fu lungo ed estenuante. La formazione rutiglianese disputò, come previsto, un torneo di vertice ma non centrò la promozione, anche perchè nel bel mezzo del campionato, venne meno la palestra, che come detto mostrava segni di logoramento. Ad ogni temporale o semplice pioggia sia dal soffitto che dalle finestre entrava acqua che rese subito inservibile il parquet. Per tre mesi l'Olympia fu privata della palestra, in attesa che si riparasse la struttura. Il problema delle gare interne fu risolto grazie all'ospitalità degli amici-nemici del Noicattaro, che pur antagonisti diretti dell'Olympia, permisero agli avversari l'utilizzo della loro palestra per le partite ufficiali. Per gli allenamenti, invece, si ricorse al "arrangiamoci", come da tradizione nella storia dell'Olympia. Quando la palestra della scuola media fu finalmente sistemata e si tornò a giocare a Rutigliano, le speranze di promozione erano ormai sfumate: la carenza di allenamento fu alla base delle sconfitte con le dirette concorrenti, decisive per la lotta la primo posto. Con l'avvento di Dituri era cambiata la mentalità degli atleti, rivolta sempre più ad un nascente semiprofessionismo che l'Olympia, con la sua organizzazione e soprattutto con la mentalità puramente dilettantistica dei suoi componenti, non poteva allora sostenere. Per continuare ad allenare la squadra, Dituri impose come condizione il rinnovo totale della rosa con l'acquisto di diversi giocatori a lui graditi. Era un enorme sforzo economico quello che chiedeva al presidente Leone. Non essendo d'accordo con il tecnico, i dirigenti dell'Olympia non gli rinnovarono più il contratto e decisero di proseguire con le sole proprie forze. Nel frattempo però Calisi finì a Castellana e altri importanti atleti, per motivi diversi, lasciarono l'Olympia. Arrivo così la retrocessione dalla serie D. Dopo altri due campionati di Prima Divisione, con alla guida tecnica Vito Pesce, condotti fra il disinteresse generale, giocatori compresi, s'impose automaticamente, come un'epoca che volgeva al termine, la sofferta ma giusta conclusione: smettere con la pallavolo a Rutigliano, in attesa di tempi migliori. Intanto, mentre il volley agonizzava, nel 1984 rinasceva all'interno dell'Olympia, per merito di un ex atleta della polisportiva dei due grifoni, Marco Dell'Edera, il settore pallacanestro, destinato ad un radioso futuro.
BASKET, CHE PASSIONE!
Il 1984 fu anno importante per lo sport rutiglianese. Quell’anno nacquero due nuovi sodalizi che si aggiunsero alla Pol. Olympia Club, attiva come abbiamo visto da ormai 14 anni, e all’U.S. Rutigliano, la società di calcio nata nel 1981 dalla fusione tra l’A.C. Rutigliano e l’A.S. Bari Club Rutigliano. Le due “new entry” nel panorama sportivo locale furono lo Sport Centre Rutigliano (inizialmente tennistavolo, poi anche pallavolo femminile e calcio giovanile) e la Libertas Rutigliano (dopo un timido tentativo nel tennistavolo e nel calcio giovanile, trovò poi sboccò nel calcio a 5 e più tardi nel calcio femminile). Il 18 marzo di quell’anno costituisce anche una delle date storiche dell’Olympia Club. Quel giorno, dopo otto anni, ricominciò ufficialmente l’attività della pallacanestro, sport che dopo un paio di stagioni rimarrà per diversi anni l’unica attività agonistica della società dei “due grifoni”, complice il declino della pallavolo, come abbiamo visto nel capitolo precedente. Artefici della ripresa cestistica furono il mai dimenticato Enzino Larizza (grazie a lui ci fu l’abbinamento con lo sponsor “CANTINA SOCIALE DI RUTIGLIANO”), Vito Giordano, Nino Poli, Franco Spagnolo e Marco Dell’Edera. Con loro, la rosa della squadra protagonista della rinascita del basket a Rutigliano iscritta quell’anno al campionato di Prima Divisione, era composta anche da Nicola Lamascese, Vito Ottomano, Dario Di Gioia, Franco Larizza, Carlo Moccia, Nuccio Petruzzi e Michele Cellammare. Da ricordare quell’anno la presentazione della squadra all’interno della Cantina Sociale (con sontuoso rinfresco compreso…) e le due storiche vittorie contro il Grumo Appula e l’Acquaviva delle Fonti. Una curiosità: nella formazione dell’Arca Bari, affrontata quell’anno, giocava un certo Gino Macellaio, allora diciassettenne, che sedici anni dopo sarebbe diventato allenatore dell’Olympia in serie D. Il ritorno del basket in casa Olympia non era semplicemente il capriccio di un gruppo di ragazzi appassionati del pallone a spicchi che passavano le notti a seguire in tv le imprese dei campioni della NBA. Anzi. Alcuni di essi presero estremamente sul serio il nuovo impegno. Come Marco Dell’Edera e Nino Poli, ad esempio, che parteciparono nell’autunno del 1984 ad un corso per allenatori, mentre Enzino Larizza e Vito Giordano si occupavano soprattutto degli oneri dirigenziali. Lo stesso Marco avviava il “reclutamento” nelle scuole di Rutigliano: “Fu un giorno memorabile, si era ad ottobre, - ricorda Marco, che da questo momento raccoglie da Vito Pesce il testimone dei ricordi - quando in palestra si presentarono una ventina di ragazzi con la voglia di giocare a basket. Tra loro, come non ricordare, c’erano Luigi Demarinis, Nicola Pavone, Gianni Leone, Vito Gagliardi, Vito Farella, Giuseppe Poli, Vito Porrelli e Pino De Carolis. Quel giorno ebbi la netta sensazione che per me la pallacanestro e lo sport in generale avrebbero occupato una parte importante della mia vita”. Ancora Dell’Edera ricorda un altro episodio capitato quell’anno, che costituì per lui un ulteriore elemento di stimolo: “Con quel gruppo di ragazzi disputammo la nostra prima partita ufficiale a Bari. Si trattava del campionato Allievi ed eravamo ospiti dell’Angiulli, ossia della società di riferimento in quel periodo nel basket provinciale. Alla fine della gara, persa per soli sedici punti, l’allenatore avversario Donato Cassano, all’epoca responsabile degli allenatori provinciali della Federbasket, si avvicinò a me, all’esordio assoluto su una panchina, e si complimentò dicendo: Non avrei mai immaginato di incontrare una squadra così, Dell’Edera. Stai facendo un ottimo lavoro. Fino ad oggi pensavo che a Rutigliano non si giocasse a basket. Hai degli ottimi ragazzi, vai avanti”. In quel campionato l’Olympia ottene cinque vittorie su dodici incontri e si misero in luce alcuni ragazzi che ritroveremo nelle prossime pagine: Pino De Carolis, ex portiere di calcio pentito, Luigi Demarinis, che superava in altezza i compagni di squadra di almeno venti centimetri, e Vito Porrelli, impeccabile playmaker.
Nella stagione successiva furono ben tre i campionati giovanili disputati. Ma la grande novità era costituita dall’avviamento dell’attività di minibasket: “L’occasione nacque da un progetto che mia madre, allora ancora insegnante, e una sua collega, Lina Leone, decisero di attuare all’interno della scuola elementare “Settanni”. Gianna Ruospo, mia futura moglie, ed io due volte la settimana ci cimentavamo con il primo corso in assoluto di minibasket a Rutigliano. I bambini avevano sette anni. Tra loro c’era anche Nicola Dilorenzo, che diventerà nel tempo atleta di spicco della nostra prima squadra”.
Il primo risultato importante del nuovo corso del basket in casa Olympia giunse nella stagione 1987/88. Il gruppo che qualche anno prima aveva ottimamente impressionato il tecnico dell’Angiulli, raggiunta la categoria Juniores iniziò a regalare grandi soddisfazioni. Su tutte la prima storica vittoria ai danni dell’A.P. Monopoli (103-98 dopo un tempo supplementare). “Il Monopoli vantava una tradizione e una squadra da brividi. – Ricorda Dell’Edera – Diversi atleti calcavano anche i campi della serie B con la prima squadra.” Un successo che gasò tutto l’ambiente anche per come era stato costruito, al termine di un match tiratissimo risolto solo nell’overtime. Un successo talmente esaltante che da un futuro dirigente dell’Olympia fu festeggiato, nel concitatatissimo dopopartita, con un pugno diretto involontariamente, nella foga del momento, al ventre dell’allora accompagnatore Luigi Lasorsa. Un episodio che l’attuale presidente ha ancora ben impresso nella testa, oltrechè nello stomaco… Grazie anche a quella vittoria l’Olympia raggiunse per la prima volta nella sua storia le finali provinciali, conquistando un prestigioso terzo posto fianle. Leggiamo come un periodico locale di quei tempi, “Il Rutiglianese”, raccontò l’evento:
“(…) Bisogna far risaltare con tutti i dovuti echi cronistici che merita, l’eccezionale traguardo raggiunto quest’anno dalla squadra Juniores guidata dal coach Marco Dell’Edera, uno dei capi storici della pallacanestro rutiglianese. Giunti secondi nel proprio girone di qualificazione (…), i ragazzi dell’Olympia hanno ottenuto il diritto a disputare la fase finale del campionato provinciale. (…) Le gare per la determinazione della classifica finale del torneo provinciale si sono disputate il 18 e il 19 aprile u.s. presso la palestra “De Palo” a Bari. La prima partita vedeva l’Olympia opposta allo Sporting Bitonto. Forse la mancata conoscenza del campo, un po’ di inesperienza e, perché no, un pizzico di emozione, hanno determinato una sconfitta (88-78) che ha lasciato l’amaro in bocca ai numerosi tifosi presenti a Bari. Ma i ragazzi di Marco Dell’Edera si sono prontamente rifatti nella finale per il 3° e il 4° posto contro la forte P.G.S. Santeramo (vittoria per 78-76), dimostrando un carattere vincente (…)”.
Dopo aver raggiunto tale importante traguardo, la dirigenza della società dei “due grifoni” ritenne i ragazzi ormai pronti per cimentarsi in un campionato senior. Nel 1989, dunque, gli juniores parteciparono anche al campionato di Prima Divisione. “Il girone di andata fu una cavalcata, cinque vittorie su cinque gare. Ma nel girone di ritorno, l’inesperienza provocò qualche sconfitta di troppo e alla fine arrivò “soltanto” un secondo posto” . L’età media di quella squadra era di 17 anni; ne facevano parte Vito Farella, Fedele Romito, Nicola Pavone, Pino De Carolis, Ciro Ciavarella, Giovanni Valenzano, Gigi Demarinis, Antonio Lozupone, Gianni Marchetti, Pasquale Dimitrio, Pino Armenise, Pietro De Carolis, Vito Porrelli e Gianluca Difino.
UN’OLYMPIA DA “PROMOZIONE”
Nella stagione successiva, arrivò il salto in Promozione. Dopo l’o.k. della Federazione, il presidente Pino Porrelli e i dirigenti Marco Dell’Edera, Gino Lasorsa e Vito Giordano, pur considerando le difficoltà di varia natura che tale campionato comportava (non ultima il dover giocare in una palestra-“bunker” come quella della scuola media “Manzoni”) decisero comunque di provarci. Dopo tre sconfitte consecutive nelle prime giornate, il 25 novembre 1990 giunse finalmente la prima vittoria, in casa con la capolista Bitritto, reduce da tre vittorie: “Quella mattina (si giocava alle 10 di domenica, n.d.a.) non avremmo perso contro nessuno, tale era la determinazione in tutto il gruppo nel voler a tutti i costi regalare una vittoria ai tanti tifosi che ci seguivano in palestra e per radio”. E sì, perché la grande novità era che gli incontri di pallacanestro andavano in diretta su un’emittente radiofonica locale, Audioradio, raccogliendo un buon indice d’ascolto. Il campionato si concluse con un 7° posto, frutto di nove vittorie su ventiquattro gare disputate. Quindici furono gli atleti protagonisti, un mix tra giocatori rutiglianesi e noiani (quest’ultimi erano i fratelli Ardito, Biancofiore, Pesce, Benedetto e Di Giglio). In quel campionato esordì in prima squadra, a soli 16 anni, Pasquale Dimitrio che, come vedremo nelle prossime pagine, rivestirà un ruolo importante all’interno dell’Olympia negli anni successivi.
Contemporaneamente alla crescita del movimento, aumentava anche il “peso” politico dell’Olympia all’interno delle stanze dei “bottoni”. Marco Dell’Edera fu eletto quell’anno consigliere provinciale della Fip (Federazione Italiana Pallacanestro), con la responsabilità del settore minibasket in Terra di Bari. Anche per questo, Dell’Edera decise suo malgrado di lasciare la panchina della prima squadra, continuando a dedicarsi al settore giovanile e all’impegno dirigenziale della società. Fu lo stesso Marco ad indicare il suo successore: Piergiuseppe Deserio, giovane allenatore di Mola di Bari, con non molta esperienza, ma ambizioso al punto giusto e soprattutto in sintonia con la politica della linea “verde” dell’Olympia. A Deserio vennero affidati anche i gruppi Cadetti e Allievi, mentre Pino De Carolis, il tiratore scelto della prima squadra, si occupò di Ragazzi, Propaganda e di tutto il settore minibasket, ormai sempre più fiore all’occhiello dell’Olympia. In Promozione la squadra giunse al settimo posto, a soli quattro punti dai playoff. La rosa era composta da Sabino Ardito, Vito Porrelli (cap.), Pino De Carolis, Flavio Biancofiore, Pasquale Dimitrio, Luigi Demarinis, Gianni Russo (giunse dalla N.P.Mola), Tommaso GarganoDamiano Martire, Giandomenico Ardito, Giampiero Foglia. I Cadetti si classificarono invece al secondo posto, alle spalle soltanto dell’irraggiungibile A.P. Monopoli. (proveniente dalla Uisp ’80 Putignano),
Deserio fu confermato anche per la stagione 92-93. Per la prima volta, alla vigilia della prima giornata di campionato, la squadra dell’Olympia iscritta al torneo di Promozione, fu ufficialmente presentata alle autorità, ai tifosi e alla stampa in una cerimonia svolta nel salone di Palazzo San Domenico:
“L’Olympia Club Rutigliano ha presentato durante un pubblico incontro il nuovo Consiglio Direttivo e la squadra di pallacanestro che per il terzo anno consecutivo partecipa al campionato di Promozione. (…) Il rinnovato Consiglio Direttivo è composto da Giuseppe Porrelli, presidente, Luigi Lasorsa, vice presidente, Marco Dell’Edera dirigente responsabile che tra l’altro, a conferma dell’esperienza maturata nell’ambito della Polisportiva Olympia Club, è stato eletto nel Consiglio Direttivo del Comitato Provinciale della FIP. Consiglieri, Vito Giordano e Nino Poli. Pronta ad affrontare le fatiche dell’impegnativo campionato di Promozione, la squadra maschile di pallacanestro dell’Olympia Club è allenata anche per quest’anno da Piergiuseppe Deserio. La squadra: Gianfranco Colamussi, ala, Giuseppe De Carolis, ala, Luigi Demarinis, pivot, Nicola Dilorenzo, ala, Pasquale Dimitrio, play, Giampiero Foglia, guardia, Tommaso Gargano, pivot, Luigi Grisorio, ala, Giuseppe Iaffaldano, play, Silvio Liguigli, guardia, Damiano Martire, pivot, Giuseppe Pavone, guardia, Vito Porrelli, play, Gianni Russo, guardia. Alla serata è intervenuto l’assessore allo Sport del Comune di Rutigliano Domenico Avella, pidiessino, che ha sottolineato, nel corso del suo intervento, l’insostituibile apporto offerto dalla società sportiva nell’opera di avvicinamento dei giovani allo sport. L’Olympia Club, infatti, tra minibasket, settore giovanile e squadra maschile di Promozione di pallacanestro tiene impegnati più di cento giovani rutiglianesi. (…)” .
Quell’anno si misero in mostra ben cinque Cadetti di 16 anni promossi in prima squadra. Accanto a loro, a far quasi da chioccia, fu chiamato Gigi Grisorio, giocatore di grande esperienza maturata in diversi campionati disputati in serie D e C. Alla fine del campionato, arrivò un quinto posto: l’accesso ai playoff fu mancato ancora una volta per poco.
Confortati dall’esperienza maturata e dai risultati conseguiti nella stagione precedente, i dirigenti dell’Olympia non nascosero, alla vigilia del campionato 1993-94, ambizioni di promozione, come dichiarato da Marco Dell’Edera ad un periodico locale:
“Con un pizzico di fortuna si potrebbe tentare l’assalto alla serie D. Sono fiducioso, la squadra c’è, il tecnico è molto preparato e ha uno splendido rapporto con i ragazzi che si stanno impegnando tanto bene” . A proposito di tecnico, partito Deserio, passato sulla panchina dell’Angiulli Bari in serie D, quell’anno la squadra fu affidata al giocatore più esperto della rosa, Gigi Grisorio, coadiuvato dal preparatore atletico Cosimo Ardito. Novità si registrarono anche nel settore giovanile: “Le squadre di categoria Ragazzi e Allievi sono state affidate a Mariano Iacovazzi, vecchio lupo di basket ancora in attività con la Pol. Bitritto, la cui esperienza sarà sicuramente fondamentale per accrescere il livello tecnico dei giovani cestisti rutiglianesi” . Nel settore giovanile esordirono come allenatori anche Pasquale Dimitrio e Mariacarmela Iaffaldano. Alla prima squadra si aggregarono i promettenti sedicenni Giancarlo LositoNicola Dilorenzo, mentre dalla Libertas Noicattaro (Prima Divisione) arrivò il play Maurizio Latrofa. Purtroppo le cose non andarono come ci si aspettava. La prima squadra ben presto si posizionò nell’anonimato della metà classifica. Approfittando della rottura del rapporto tra l’Angiulli Bari e Deserio, nel marzo del 1994 la dirigenza dell’Olympia richiamò in panchina il coach molese: “La decisione – spiegò Marco Dell’Edera al periodico locale ‘Il Laboratorio delle Idee’ – è scaturita dalla necessità di dare una scossa alla squadra, reduce da prestazioni poco felici, tenendo conto che Deserio è un tecnico giovane, ambizioso, ben preparato e conosce molto bene i nostri ragazzi”. La stagione si concluse senza particolari squilli. Ma non va trascurata la grande novità di quella annata agonistica, ossia l’utilizzo per la prima volta di un campo regolamentare (finora, non dimentichiamolo, veniva usata la palestra-bunker della scuola media “Manzoni”, di dimensioni ridotte) per gli allenamenti e le gare interne della prima squadra: la palestra dell’I.T.C. “Montale”. e
Il campionato di Promozione successivo (siamo alla stagione 1994-1995, in panchina ancora Piergiuseppe Deserio), ha una trama romanzesca con tanto di finale “giallo”. Seguiamo il racconto di Marco Dell’Edera: “Il torneo cominciò con una incredibile batosta subita a Ruvo di Puglia per 74-56. Ma dalla domenica successiva fu un continuo susseguirsi di referti ‘rosa’ ( è questo il colore della copia del referto gara che viene consegnato dagli arbitri alla squadra vincitrice al termine di ogni confronto di basket, n.d.a.). L’Olympia giunse al primo posto al termine della stagione regolare, non perdendo più un incontro. Identica storia nei playoff: nei quarti di finale e nelle semifinali altre quattro vittorie su altrettante gare disputate. Nella finale fummo opposti alla Nuova Pallacanestro Mola, già battuta con una certa facilità sia in casa che in trasferta durante il campionato. La tanto inseguita promozione in serie D sembrava già in tasca, ma accadde l’imponderabile. La gara 1, giocata in casa, fu contrassegnata da un ambiente surriscaldato oltre misura anche per la presenza dei numerosi tifosi giunti da Mola. Fu un derby infuocato, caratterizzato da elevati toni agonistici, non sempre purtroppo tenuto a bada dalla coppia arbitrale. L’atmosfera particolarmente calda in cui si disputò l’incontro fu alla base di un increscioso finale, tanto da rendere necessario l’intervento dei carabinieri. I nostri ragazzi avvertirono forse più del consentito tale clima e così la gara si concluse sul 79-67 per il Mola. Nonostante la sconfitta, c’era in tutti la consapevolezza di essere ancora in corsa per la promozione, poiché avevamo già dimostrato di essere superiori agli avversari sia dal punto di vista tecnico che tattico. E così in gara 2, in un palazzetto stracolmo di ‘fan’ della N.P. Mola, i nostri ragazzi, pur lottando sino alla sirena nel tentativo di arrivare alla gara 3 (che si sarebbe dovuta disputare a Rutigliano, n.d.a.), rientrarono negli spogliatoi battuti di misura per 67-64. Dopo aver dominato tutta la stagione, vedevamo salire in serie D la N.P. Mola…” .
IN SERIE D ALLA GRANDE
La delusione per la mancata promozione in serie D fu ampiamente ripagata la stagione successiva (1995-1996). Un’annata importante per lo sport rutiglianese, grande protagonista anche nel calcio con l’U.S. Rutigliano (degli imprenditori Vitantonio Giugliano e Nicola Leone e guidato in campo dal tecnico Vito Sgobba) promosso in Eccellenza. Una promozione che a distanza di pochi giorni fu”gemellata” da quella conseguita dall’Olympia. La rosa della squadra rimase la stessa dell’anno precedente. La novità riguardò invece la guida tecnica. “Decidemmo di affidarci ad un nuovo allenatore, Vito Vitti, proveniente da una piazza importante cestisticamente parlando, Monopoli” . fu una vera cavalcata: 26 vittorie in 26 partite tra stagione regolare e playoff, 90 punti di media segnati, meno di 60 subiti. 21 giugno 1996: è la data della partita che segnò il salto in serie D. si giocava a Bari contro la locale squadra G.S. Olympia ’94, già battuta all’andata per 78-55. L’incontro di ritorno fu seguito da una nutrita presenza di tifosi, al seguito della squadra con un pullman e diverse auto private. Fu un trionfo: 83-67 il risultato a favore dei Grifoni. Scene di straordinaria esultanza sul campo, negli spogliatoi e lunghi caroselli d’auto al rientro a Rutigliano. “Fu una promozione ottenuta con un gruppo di atleti ‘costruito’ in casa”. Questi i protagonisti dello storico salto in serie D: Giuseppe Iaffaldano (’76, guardia), Maurizio Latrofa (’70, guardia), Giuseppe De Carolis (’71, ala), Nicola Dilorenzo (’77, centro), Luigi Demarinis (’70, centro), Tommaso Gargano (’70, centro), Gianfranco Colamussi (’75, centro), Damiano Martire (’71, centro), Nicola DidonnaPasquale Dimitrio (’75, guardia),Giuseppe Pavone. (’76, ala),
GIANNI CAPOTORTO
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